Cosa deve contenere il sito di un commercialista: le 7 sezioni essenziali

Il sito di uno studio commercialista non ha bisogno di essere grande: ha bisogno di essere completo. Sette sezioni bastano a coprire tutto ciò che un potenziale cliente cerca — e tutto ciò che serve per presentarsi bene. Vediamole una per una, con indicazioni concrete su cosa scrivere in ciascuna.

1. La home page: rispondere in 5 secondi

La home ha un solo compito: far capire al visitatore, in pochi secondi, che è nel posto giusto. Gli elementi nell’ordine in cui devono comparire:

  • Un titolo che parla del cliente, non dello studio. Non “Studio Rossi — Dottori Commercialisti dal 1987” ma “Commercialisti per imprese e partite IVA a Verona”. Chi aiuti + dove operi.
  • Una riga di specificazione: la nicchia o il modo di lavorare (“Specializzati in regime forfettario e liberi professionisti”)
  • Un invito al contatto visibile senza scorrere: pulsante “Contattaci” o “Prenota una chiamata”, subito
  • A seguire: anteprima dei servizi principali, un accenno al team con foto, le recensioni, un secondo invito al contatto

L’errore da matita rossa: la home-curriculum, tutta dedicata alla storia dello studio. Quella storia interessa, ma dopo — quando il visitatore ha già capito che potete aiutarlo.

2. I servizi: una pagina per servizio

La pagina “Servizi” con un elenco puntato di dodici voci è uno spreco. Ogni servizio principale merita la propria pagina, con questa struttura:

  • Per chi è: “Per chi apre la partita IVA in regime forfettario”
  • Cosa include: l’elenco concreto delle attività (“scelta del codice ATECO, apertura, prima consulenza sulla fatturazione, gestione annuale”)
  • Come funziona: i passaggi, dal primo contatto in poi
  • L’invito al contatto specifico per quel servizio

Due benefici: il cliente capisce esattamente cosa compra, e ogni pagina può posizionarsi su Google per la sua ricerca specifica (“commercialista forfettario”, “consulenza fiscale e-commerce”, “costituzione SRL”).

Sui prezzi: indicarli è una scelta, non un obbligo. Anche solo “a partire da” filtra i contatti fuori budget e fa risparmiare telefonate a entrambi.

3. Chi siamo: volti, nomi, percorso

È la pagina più visitata dopo la home, perché il commercialista non si sceglie come si sceglie un fornitore: si sceglie come si sceglie una persona di fiducia.

Cosa metterci: foto reali (non d’archivio — la differenza si vede sempre), nome e ruolo di ogni membro, percorso professionale in poche righe, iscrizione all’Ordine. Un tono umano aiuta: “Mi occupo di startup perché ho visto troppi imprenditori partire con la struttura sbagliata” vale più di tre paragrafi di formalità.

4. Le recensioni: la prova che non sei tu a dirlo

Il visitatore dà per scontato che tu parli bene di te. Le recensioni sono l’unica sezione in cui parlano gli altri — ed è per questo che pesano più di ogni testo che potrai scrivere.

Il modo più solido è integrare le recensioni Google direttamente nel sito: sono verificabili, aggiornate e non sembrano selezionate ad arte. In alternativa o in aggiunta, testimonianze raccolte direttamente — con il consenso del cliente. È buona norma usare formule come nome puntato e categoria (“M.R., titolare di e-commerce”) invece del nome per esteso, per rispetto della privacy del cliente.

5. I contatti: zero attrito

Ogni passaggio in più tra l’interesse e il contatto fa perdere richieste. La pagina contatti (e il footer di ogni pagina) deve avere:

  • Telefono cliccabile da mobile (tel:)
  • Modulo breve: nome, email, messaggio. Non dieci campi — ogni campo in più riduce gli invii
  • Mappa e indirizzo, con indicazioni su parcheggio o mezzi se utili
  • Orari, inclusi quelli in cui NON rispondete: gestisce le aspettative
  • WhatsApp Business, se lo studio lo usa: per molti clienti è ormai il canale preferito

6. L’area news: il sito che respira

Non è obbligatoria al lancio, ma distingue il sito vivo dal sito-brochure. Bastano uno o due articoli al mese su temi rilevanti per i tuoi clienti target: le scadenze spiegate semplici, le novità che li riguardano, le domande che vi fanno in continuazione.

Doppio beneficio: Google premia i siti aggiornati, e ogni articolo è uno strumento di consulenza — il link da mandare al cliente che fa quella domanda, invece di riscrivere la risposta ogni volta.

7. Le pagine legali: obbligatorie, non opzionali

Tre elementi non negoziabili:

  • Privacy policy conforme al GDPR, che descriva i trattamenti effettivi (modulo contatti, eventuali cookie statistici, newsletter)
  • Cookie policy e banner, se il sito usa cookie non tecnici
  • I dati professionali: denominazione, partita IVA, Ordine di appartenenza e numero di iscrizione — in genere nel footer, visibili da ogni pagina

Per uno studio professionale, una pagina legale mancante o copiata male non è solo un rischio: è una stonatura d’immagine davanti a clienti che si aspettano rigore proprio su questi temi.

La checklist finale

SezioneContenuto chiaveErrore da evitare
HomeChi aiuti + dove + CTA subitoLa home-curriculum
ServiziUna pagina per servizioL’elenco puntato unico
Chi siamoVolti e nomi realiLe foto d’archivio
RecensioniRecensioni Google integrateTestimonianze con nomi per esteso
ContattiTelefono cliccabile, modulo breveI moduli a dieci campi
News1-2 contenuti/mese sulla nicchiaIl blog abbandonato dal 2019
LegalePrivacy, cookie, dati professionaliIl copia-incolla da altri siti

I template di Commercialista365 includono tutte e sette le sezioni, già strutturate e conformi alle norme sulla privacy: a te resta solo la personalizzazione con i tuoi contenuti. Guarda come sono fatti →